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Ansia Genova MilanoDott.ssa Daniela Brambilla Psicologo e Psicoanalista - Genova MilanoANSIA: Anna "e tornammo a riveder le stelle"Anna ha 52 anni, e' giornalista, ha deciso di rivolgersi ad una psicoanalista perche' lamenta squilibri emotivi, piange per un nonnulla, ed ha sempre fretta, quando nei negozi deve aspettare il suo turno si sente fisicamente male. Il mondo le sembra meraviglioso, tanto meraviglioso da non riuscire a guardarlo:
La mia e' una corsa contro il tempo, mi sembra sempre di essere in ritardo e di non potermi fermare mai." "La mia vita e' stata esattamente uguale a come io la desideravo, figli non ne ho mai voluti e non sono pentita, ancora non ne vorrei."
Essa puo' far emergere possibilita' nascoste e possibilita' nuove che possono avere anche significazione creativa, le chiedo se prima d'ora si e' mai sentita cosi':
Avevo 17 anni, stavo facendo a piedi un tratto di strada tra scuola e casa, ero affamata, assaporavo avidamente l'odore e il gusto del mare, che il vento portava sin li', era venerdi', in serata sarebbe arrivato il mio ragazzo e insieme avremmo guardato le stelle, ero felice. Nel pensare alle stelle e all'infinito ho sentito una grande angoscia, ho pensato che la serata sarebbe finita, che il mio ragazzo sarebbe andato via e che non lo avrei piu' visto per una settimana, ma e' passato tanto tempo, non ho piu' guardato le stelle e non mi e' piu' accaduto." Nell'episodio giovanile come in quello attuale Anna davanti al fascino e alla bellezza dei rapporti, della nostra psiche e della vita inizia ad anticipare gli eventi e a star male per l'inevitabile passare del tempo, queste emozioni sono cosi' forti che rischiano di travolgerla e allora meglio rimuoverle. Jung scrive "Se una disposizione interna o una circostanza esterna sono sufficientemente disturbanti o sconcertanti e' possibile consegnarle direttamente all'inconscio.". Cosi' fu fatto... Anna durante gli anni della sua giovinezza inizio' una fuga dallo stato presente, e inizio' a correre verso una sua realizzazione, ma ogni meta raggiunta era tanto insoddisfacente da sollecitare una continua fuga e una corsa verso il nuovo. La funzione piu' introversa e piu' spirituale della sua psiche fu' trascurata.
Scrive Jung: "Piu' ci si avvicina al mezzogiorno della vita, piu' si riesce a consolidarsi nel proprio orientamento personale e nella propria situazione sociale e piu' sembra di aver scoperto il corso normale della vita, gli ideali e gli esatti principi della condotta. Percio' si presuppone il loro valore eterno e si considera virtu' il restarvi per sempre attaccati. Si dimentica una cosa essenziale: cioe' che non si raggiunge lo scopo sociale, se non a scapito dell'intera personalita'. Molta, troppa vita che avrebbe anche potuto essere vissuta e' restata forse nel ripostiglio dei ricordi polverosi; spesso sono carboni ardenti sotto la cenere grigia." Ma durante l'eta' di mezzo si prepara una profonda modificazione dell'animo umano, avvengono delle trasformazioni che sembrano portare alla luce quelle cose dimenticate nell'inconscio, o la funzione piu' trascurata. Sempre Jung dice: "Non e' possibile vivere la sera della vita seguendo lo stesso programma del mattino, poiche' cio' che sino ad allora aveva grande importanza ne avra' ora ben poca, e la verita' del mattino costituisce l'errore della sera". Anna e' bloccata stenta a trovare senso e scopo alla sua vita, vita che lei sente di aver sprecato e che ora le sembra troppo breve. Questo blocco e' un processo psichico occorso innumerevoli volte durante lo sviluppo dell'umanita' che dischiude la porta serrata, tanto da divenire il motivo di molte fiabe e di molti miti. La magica pianta (apriti sesamo), l'animale soccorrevole che insegna la via nascostata. Con Anna dirigiamo la nostra attenzione sui sogni, meditando a lungo, ponderandolo attentamente, cercando un indizio che ci possa guidare e indicare verso quale direzione andare per riuscire a interrompere questo tempo circolare e ansioso che riduce il senso della vita. Anna sogna
"Forse non e' piu' il momento di essere al centro della festa, ma si puo' stare anche nel retro ad occuparsi di cose antiche" Il sogno infatti umanizza la paura di vivere, la paura di morire, disarma la disperazione anche quando diserta la gioia. Il sogno ci aiuta a guardare la parte oscura di ognuno di noi, ci apre a nuove opzioni, ci aiuta a toglierci dall'angolo, ci addita un varco nella muraglia del pessimismo. Dopo alcuni giorni Anna si accorge che in questa seconda parte delle vita lei non puo' piu' espandersi ma deve rivolgere l'attenzione a se stessa. Prestare attenzione alle tracce labili, ai barlumi, ai segnali impercettibili di una possibilita' che sembra cosi' difficili aprire
Ora Anna Finita la corsa per affermare la propria individualita', la maglia di doveri e imposizioni si allenta e lascia spazio ad infinite nuove possibilita'. Ma proprio dell'infinito aveva paura Anna Leggi tutti gli articoli Contatta la dott.ssa Daniela Brambilla.
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