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Non Di Sola Psicoterapia Milano Genova"L'arte non ci insegna nulla, salvo il significato della vita" Henry Miller |
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Non di sola psicoterapia Milano GenovaArticolo: Non di sola psicoterapia - della Psicologa di Milano e GenovaNon di sola psicoterapiaLa vita quotidiana è piena di avvenimenti frustanti, tentiamo di prendere l'autobus e riusciamo a perderlo, alla riunione il capo ufficio pare avercela con noi e non riusciamo a concentrarci. Nella pausa pranzo il nostro partner pare non ascoltarci, e poi alla sera in famiglia tutti sembrano parlare linguaggi incomprensibili; e non parliamo poi di quei drammatici momenti in cui si perde il lavoro, oppure, peggio ancora si va incontro ad una separazione coniugale. E se un evento traumatico ci colpisce? Se accade che non amiamo più il nostro partner o una persona cara muore, o noi stessi abbiamo un incidente? Nel passato il trauma era la fonte della nostra creatività, l'evento che ci faceva crescere e che ci conduceva verso l'individuazione,
verso la ricerca del nostro senso e del nostro scopo, e la poesia, la letteratura, l'arte hanno avuto origine dal trauma trasformato in qualcosa
d'altro. Parliamo di attacco di panico se all'improvviso "nel mezzo del cammino della nostra vita" ci troviamo a fare i conti con la morte, grande rimosso della nostra società. Sembra che in qualche modo, la sofferenza sia diventata patologica, soffri? sei malato, hai angoscia? devi essere curato. Non si prende mai in considerazione che la sofferenza, che incontriamo nel nostro percorso di vita, non è necessariamente una patologia
e non richiede per forza una medicalizzazione psicoterapica. "Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie" diceva Ungaretti nella sua metafora sulla caducità della vita, era libera ansia
fluttuante? Nella società attuale l'esigenza di funzionare al meglio non lascia spazio per il disagio esistenziale, che diventa patologia, si è sani se si è conformi altrimenti si corre dallo psicologo oppure s'intraprende una psicoterapia cognitivista o comportamentista. Frank Ferudi afferma che la patologizzazione delle esperienze umane risponde all'esigenza di omologare gli individui. L'imperativo terapeutico che si va diffondendo promuove non tanto l'autorealizzazione, quanto l'autolimitazione.
Infatti, postulando un sé fragile e debole, implica che per la gestione dell'esistenza sia necessario il continuo ricorso alle conoscenze terapeutiche. [...] È allarmante che tanti cerchino sollievo e conforto in una diagnosi. Si può individuare, nell'istituzionalizzazione di un'etica terapeutica, l'avvio di un regime di controllo sociale. [...] La terapia, infatti, come la cultura più vasta di cui fa parte, insegna a stare al proprio posto. In cambio offre i dubbi benefici della conferma e del riconoscimento. F. Furedi, "Il nuovo conformismo" (2004), pp 29, 248 James Hillman invece in Cento anni di psicoterapia e il mondo va sempre peggio, sostiene che le psicoterapie si propongono di adattare l'individuo a una società che genera malessere e finiscono per generare ulteriore malessere nell'individuo e nella società. Non si vuole qui negare l'utilità della psicoterapia. James Hillman dice: "la psicologia ritiene che ogni sintomo non è altro che il modo sbagliato di esprimere la cosa
giusta"
"Assecondate i vostri sintomi [...] poiché di solito nel caos c'è il mito, e il caos è un'espressione dell'anima" Diceva Rilke a proposito "Non voglio che siano eliminati i dèmoni, perché si porterebbero via anche gli angeli"
L'approccio della psicoanalisi alla malattia e al sintomo è sicuramente diverso dalle psicoterapie comportamentiste o cognitiviste. Psicoanalisi, patologia, psicoterapia e filosofiaSebbene questo sia l'assunto teorico, però la psicoanalisi si situa fuori dal contesto storico, essa basa la sua indagine nella
patologia e nella biografia, mentre oggi sono la geografia e la storia a "rubare" l'anima, e a creare paura ed angoscia. La filosofia nasce in Grecia, nel V secolo a.c. e nasce proprio come pratica di vita. Il "bisogno di filosofia" è dettato dalla persuasione, come dice Platone, che "una vita che non mette se stessa alla prova, non è degna di essere vissuta"; e per chi ha simili aspirazioni l'incontro con la consulenza filosofica potrebbe essere l'occasione che lo differenzia, che lo porta all'altezza della sua vita nell'ottundimento del mondo. A raccomandarlo è lo stesso Kant, che in proposito scrive: Spetta al filosofo prescrivere una dieta per l'anima. [...] per questo il medico non dovrebbe negare al
filosofo un suo intervento, se questi talvolta tentasse l'impegnativa cura della pazzia.
La ricerca del senso è una faccenda filosofica mentre in analisi si impara a saper ricordare veramente, a saper liberare la fantasia, ma soprattutto a saper trovare le parole per le cose invisibili. La filosofia aiuta a ritrovare il "senso", la psicoanalisi a ritrovare "Le parole per dirlo" (titolo del libro di Marie Cardinal)
e a liberare quella che Hillman chiama la "psiche poetica". Gli psicoanalisti sono stati scrittori e i pazienti a volte si ritrovano scrittori o almeno se non proprio scrittori riescono a riscrivere la trama della loro vita. Le storie cliniche che i pazienti raccontano, trasformate in narrativa danno sollievo da ansie ed angosce ma anche il processo inverso leggere e ritrovare le stesse ansie e angosce nei libri di narrativa aiuta. All'interno della stanza di analisi il paziente tesse la sua storia, storia che da sollievo a raccontarla e che da sollievo sentire che
è già stata raccontata magari seicento anni fa. L'esperienza creativa fa parte delle normali facoltà e modalità della persona; e oltre alla scrittura e la filosofia anche la
pittura e il disegno aiutano ad esprimere sentimenti ed emozioni inesprimibili. L'ipotesi che la mente umana sia strutturata secondo "forme a priori", gli archetipi, induce gli psicologi di matrice junghiana a
scrutare le immagini nelle quali questi archetipi si incarnano, per sondare il vissuto psichico più profondo e i concetti fondamentali
di rinascita e di trasformazione. L'arte permette un'espressione diretta, immediata, spontanea, arcaica e istintiva di noi stessi che non passa attraverso l'intelletto e quindi
può essere utilizzata per esprimere, attraverso il colore e il disegno, l'immagine interna, che diventa a questo punto immagine esterna
visibile e condivisibile. Chi sta male, quindi, non sempre deve ricorrere alla psicoterapia e far tacitare i suoi sintomi, si può trovare sollievo anche nelle
arti o nelle consulenze psicologiche che lavorano utilizzando tecniche artistiche. Le contaminazioni tra una disciplina e l'altra permettono di cogliere meglio le sfumature dell'animo umano di non perdere "l'origine dell'anima" che è immutabile dalla notte dei tempi, perché un adolescente di oggi può ritrovarsi nei dolori del giovane Werther, mentre un giovane uomo inquieto e desideroso di un altrove, può desiderare di andare oltre le colonne d'Ercole, come un nuovo Ulisse. Sentire che i nostri malessere, le nostre angosce non sono solo sentimenti che sentiamo noi in quanto diversi ma che appartengono all'animo
umano da sempre, ci fa sentire facenti parte del tutto.
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