Relazioni a distanza Milano

La Dott.ssa Daniela Brambilla offre consulenza alle coppie che affrontano con difficoltà una relazione a distanza. È iscritta all'Albo Psicologi della regione Lombardia con iscrizione n° 03/9098.

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Come far funzionare un rapporto: relazioni a distanza - dott.ssa Daniela Brambilla, Milano

Relazioni a distanza

"Ti insegnerò a volare e tu mi insegnerai a restare".
(Preghiera indiana)

L'incremento dell'emigrazione giovanile verso paesi stranieri genera come conseguenza naturale che si vadano a formare coppie, nate "sotto lo stesso cielo", che si trovano poi a condurre l'esistenza lontani molti chilometri l'una dall'altro. quanto accade a molti ragazzi che vengono nel mio studio di Milano per chiedere aiuto nell'affrontare meglio una relazione a distanza.
Esiste però anche il rovescio della medaglia, e cioè che ci si incontri in un luogo del pianeta e si immagini di poter vivere una storia "normale", ma ci si renda subito conto che le diverse culture complicano e rendono faticoso lo stare insieme.
Nella misura in cui diventiamo consapevoli però che la nostra relazione a distanza non riesce a mettere radici, ci assale un senso di malinconia e di vuoto.

Ciò che spinge a lasciare la propria terra non è solo l'esigenza lavorativa, ma spesso è la non accettazione della nostra quotidianità, è l'inquietudine di sentirsi in gabbia.
Le personalità che scelgono l'altrove debbono inevitabilmente fare i conti con il conflitto tra libertà e voglia di casa, e questa gestione rende l'evoluzione di una relazione amorosa alquanto problematica.

L'avventura estera è in ogni caso segno di evoluzione, di voglia di scoperta, è da sempre una componente dell'uomo, ma ricordiamoci che anche Ulisse, nonostante la sete di conoscenza, aveva sempre la ferma volontà di ritornare da Penelope.

Come conciliare il voler restare con il desiderio di andare?

Non possiamo nasconderci che questi amori hanno forti elementi di incertezza e l'abbandono è sempre in agguato. sufficiente che il nostro partner non ci risponda al cellulare perché il pensiero vada immediatamente nella direzione dello sconforto:

"Si fa negare, vuole mollarmi...".

Seguire l'impulso dell'andare sotto la spinta dell'inquietudine ci fa scoprire che la perdita dell'amato non è che una delle tante prove della vita con cui ci dobbiamo misurare.

Per vivere pienamente un amore bisognerebbe mediare fra l'aggrapparsi totalmente all'altro e l'abbandonare ogni aspettativa e - per imparare a stare dentro questa tensione di sentimenti opposti - non c'è migliore palestra che vivere una relazione a distanza.

In un rapporto stanziale si ha sempre il nostro amato presente e non si sperimenta il senso del "vuoto", ma questa continua presenza a volte ci fa perdere la nostra individualità, che è poi la premessa per la fine di ogni rapporto evolutivo e l'anticamera di una separazione definitiva.

"Non è venuto il tempo, che amando,
noi si giunga a liberarci dall'adorato oggetto,
in un fremente impeto di vittoria,
come la freccia che raccolta e tesa
entro il suo scocco, supera la corda?
Inerzia, è nulla".

(Rainer Maria Rilke)

Accettare la nostra interezza e la nostra precarietà non è altro che percorrere il cammino che Carl Gustav Jung chiama "processo di individuazione".

Le relazioni a distanza possono permettere di imparare ad attendere ed ascoltare le voci che giungono dal silenzio, invece che inseguire l'aspettativa di risposte assolute e falsamente rassicuranti.
Aprirsi all'interezza dell'essere esige la resa dei desideri che limitano l'esistenza e parte di questa resa è la rinuncia alla fuga dalla sofferenza.

Nella accettazione della sofferenza e della precarietà, che inevitabilmente viviamo in un rapporto dove l'altro non è controllabile, si ha l'occasione di costruire un rapporto più consapevole, adulto e responsabile.

Negli amori a distanza spesso capita che l'ultima sera, prima del distacco, si arrivi allo scontro. Paradossalmente, per evitare di soffrire, ci si mette a litigare per inevitabili differenze che esistono e che devono esistere.

In queste "tempeste dell'ultima sera" ci si rinfacciano mancanze e differenze e, spesso, con le lacrime agli occhi si pensa che è meglio lasciarsi... "Siamo troppo diversi, non c'è futuro per noi!". Ma poi si resta insieme, ancora per un po' almeno, ma il rapporto ne risente e non è facile ricucirlo.

Chi sta vivendo queste vicende sa che ora la tecnologia gli viene in aiuto perché con Skype si è in grado di abbattere le differenze di spazio/tempo e gestire un rapporto di vicinanza senza peraltro farci vivere la (a volte) piatta e banale quotidianità.

Alla fine anche il nostro eroe Ulisse torna a casa e anche noi dobbiamo avere la consapevolezza che quello che stiamo vivendo è una fase della vita che avrà un termine.

Per mantenere vivi i rapporti a distanza il segreto è elaborare un proprio progetto di coppia, stabilire un calendario e darsi l'occasione di potersi incontrare per spezzare la lontananza.
La realtà virtuale verrà comunque in soccorso alla coppia, per mitigare il senso di solitudine e lontananza e rafforzare le sue radici.


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